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LA STORIA DELLA DIGIUNOTERAPIA

“Il digiuno è necessario, perché l’anima è soffocata da troppo sangue e grasso, ed è quindi in grado di vedere le cose divine e celesti e di giudicare.”   Galenos di Pergamon

Nella storia della medicina, il digiuno terapeutico è uno dei metodi naturali usato già da culture antichissime.

Questo capitolo si limita solo alla storia del digiuno nella medicina.

Il digiuno è fisiologico!
Le fluttuazioni, la disponibilità di cibo influenzano  nel’evoluzione il metabolismo di tutti gli esseri viventi. Tramite il processo fisiologico la formazione di depositi e la loro mobilitazione, riesce alla specie umana ad adattarsi anche alle attuali condizioni ambientali.


La capacità dell’uomo per più giorni o settimane di rinunciare completamente al cibo solido, il digiuno, é normale, conforme alla natura ed fisiologico. Come già dimostrato da numerosi studi fondamentali (Cahill 1976, Owen et al. 1998).

Senza la capacità di digiuno, l’uomo non sarebbe stato in grado di sopravvivere e di popolarizzare in molte parti del mondo. Anche adesso siamo in grado di osservare, temporanei “digiuni stagionali”.

In gruppi etnici, la cui sopravvivenza dipende dalla natura, si manifesta la carenza di cibo in determinate stagioni (Prentice et al. 1992).


Anche gli animali digiunano in diverse variazioni: loro digiunano durante il letargo, certi uccelli migratori volano migliaia di chilometri senza nutrirsi, e il re pinguino è in grado di mutarsi, deporre le uova senza nutrirsi per ben 6 mesi con temperature fino a meno 60 gradi (Cherel et al. 1988)

Da questa capacità biologica si sono sviluppate delle culture digiuno con obiettivi religiosi-spirituale o medico-terapeutico.

Oggi in Germania viene calcolato Il digiuno come la medicina naturale nelle terapie alimentari affianco l’ordine-, fito-, idro-, e  la terapia del movimento e fa parte delle cinque colonne della medicina naturale classica (tedesca).

Il digiuno nella storia antica

Fu Ippocrate, 2500 anni fa che ha sottolineato nei suoi scritti, i numerosi benefici per la salute tramite la riduzione intensiva degli alimenti.

Come scrive in Ippocrate, La natura dell’uomo: “Il più sicuro e visibile rimedio, consiste nella privazione degli alimenti di colui (il paziente) consumava.” Oppure: Chi vuole rimanere forte, sano e giovane, deve essere moderato, esercitare il corpo, respirare aria pura e guarire il suo dolore con il digiuno piuttosto che con medicine”


Ippocrate usava zuppe chiare di cereali, che noi oggi conosciamo benissimo come digiuno modificato.

Anche altri noti studiosi dell’antichità come Aristotele, Socrate, Platone, Pitagora e Galeno riferiscono sul digiuno come un metodo di guarigione.


Comprensibilmente, il digiuno usci di moda quando la guerra o i raccolti andati a male divennero le cause per carestie le quali repressero la terapia digiuno.

La rinascita del digiuno medico

Alla fine del diciannovesimo secolo, si ritrovano medici, i quali s‘impegnarono a rianimare questo metodo.

Intorno al 1880 negli Stati Uniti America, si registrano due medici come dottori del digiuno: Henri Tanner, il quale che, al Medical College degli Stati Uniti a New York, dimostrò che è possibile digiunare rigorosamente per ben 42 giorni senza svantaggi per la salute.

Lui ripetete il curioso esperimento nella Dale Carnegie Hall sotto l‘osservazione di migliaia di visitatori paganti.

Affianco a Tanner bisogna menzionare anche Edward Hoover Dewey, il cui scopri da medico generico gli effetti terapeutici del digiuno. Fino al 1905 condusse Dewey a Meadville in Pennsylvania numerose cure digiuno, le quali vengono descritte nei suoi libri.

In “The True Science of Living” (la vera scienza della vita) sottolinea i successi delle terapie digiuno in numerose malattie. Il suo influsso su colleghi come, Dr. Guelpa in Francia, Dr. von Segesser e Dr. Bertholet in Svizzera era altrettanto grande come sugli studenti degli Stati Uniti di America.

Il più noto tra loro fu Hebert Shelton, non essendo medico bensì membro del movimento riformista “Natural Hygiene” il cui esiste ancora.

La storia del digiuno nel trattamento terapeutico dell’obesità

Negli Stati Uniti pubblico Bloom per la prima volta nel 1959, i suoi tentativi con pazienti molto obesi sottoposti a cure digiuno. I pazienti perdettero velocemente peso senza avere sensazioni di fame.

L’entusiasmo per il successo della terapia porto a digiuni estremamente lunghi (fino a 249 giorni!).

Anche in cliniche universitarie tedesche venne studiato ampiamente il digiuno tra il 1970 e 1990 come terapia per l’obesità dai professori Pfeiffer, Ditschuneit e Wechsler.

Il digiuno clinico per la perdita di grasso corporeo venne chiamato “dieta a calorie zero” e veniva eseguito senza i metodi di supporto tradizionali.

Si osserva, che queste diete a calorie zero, che venivano eseguite con ricoveri in ospedali, senza movimento, ne pulizia del colon,

metodi di supporto o senza far caso agli effetti psichici d‘animo provocati tramite il digiuno, portarono spesso a effetti collaterali come qualche disturbo cardiovascolare

La proteina in questione digiuno

Numerosi studi hanno inoltre dimostrato il saldo negativo di azoto durante le diete a calorie zero nel digiuno. Una degradazione delle proteine viene osservata dai medici del digiuno tradizionali e considerata terapeutica (Chiappa 1999).

Qui vi è l’idea che le proteine “patologiche” vengono smaltite, e nel digiuno terapeutico vi si avverte anche la mancanza di sintomi di carenza delle proteine.

Anzi, al contrario è stato dichiarato dagli studi “ufficiali” la degradazione delle proteine, come pericolo principale nella terapia digiuno.

Deve essere necessariamente sostituito, indipendentemente dal periodo della terapia  (digiuno), punto di partenza e di altre indicazioni.

VLCD – Dieta a contenuto calorico molto basso, digiuno con proteina modificata

Very low calorie diet – Questo permesse al‘industria di sostituire il digiuno con proteine a micronutrienti in polvere presenti sul mercato come “dieta a bassissimo contenuto calorico”.

In Germania queste cosiddette Diete-Formula sfuggirono dalla giurisdizione dei medici e vennero vendute liberamente in supermercati e farmacie. Succedette nel 1978 “Liquid proteindiet-scandalo”,

circa 60 persone in sovrappeso morirono dopo aver digiunato dai 2 a 6 mesi, senza osservazione medica, usando proteine sostitutive Formula-Digiuno.

Esperti esaminarono questi casi drammatici con le seguenti conclusioni: scarsa qualità delle proteine (collagene),

la mancanza di importanti minerali (elettroliti) o precedenti malattie del cuore vennero discusse come cause di questi incidenti mortali (Sours et al 1981, Wadden et al 1990).

Questi casi sono responsabili di un’ondata di panico che fino a oggi è ancora in corso. Tutta la gente contraria al digiuno, citano fin tutt‘ora su questi studi risalenti a 30 anni fa.

Il digiuno cadde in disgrazia, anche se in quei casi non si trattava di digiuno, bensì di una forma di dieta con proteina modificata sostitutiva VLCD di scarsa qualità.

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